Noise from the EU

Al seguito del Consiglio Europeo di giovedì e venerdì c’è stato uno scambio di tweet fra italiani. Scambio che opponeva due distinte visioni circa l’esito (italiano) del Consiglio. Da un lato l’economista Michele Boldrin (noisefromamerika.org) si mostrava deluso e lamentava la pochezza dei risultati ottenuti degli italiani al tavolo dei negoziati. Dall’altro invece Lorenzo Robustelli, corrispondente a Bruxelles (eunews.it) difendeva l’accordo, e lamentava più che altro lo “sfascismo” boldriniano.

Chi ha ragione?

Fermo restando che bisognerà vedere come verrà messo in pratica il compromesso del Consiglio, la sensazione è che Boldrin giudica il tutto da persona sicuramente esperta in economia ma piuttosto digiuna dalle logiche che reggono i negoziati UE. Non coglie l’eccezionalità di quanto è successo l’altra sera. Dove per la prima volta da anni due nazioni diverse da Germania e Francia, hanno giocato di sponda, per ottenere qualcosa.

Complice la Francia, i 2 king-player euro-mediterranei sono riusciti a calare il loro asso nella manica ed a fare squadra, proprio quando nessuno se lo aspettava. Insomma Robustelli ha ragione, poi l’accordo non sarà perfetto e forse avvantaggerà più uno che l’altro, ma considerando come sono state gestite le cose fino ad ora nell’eurozona beh pensiamo che sia un passo in avanti.

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3 commenti on “Noise from the EU”

  1. federicomartire scrive:

    Personalmente, sto con Robustelli. Forse, data la congiuntura politica ed economica, era davvero difficile ottenere di più dai negoziati di Bruxelles. Forse abbiamo – e con la prima persona plurale intendo ‘noi europei’ – portato a casa un risultato sufficientemente soddisfacente anche dal punto di vista diplomatico, gettando le basi per il futuro, per un negoziato sulla nuova impostazione politica e di governance europea.

    Boldrin, come dice giustamente l’autore del post, ragiona in termini economici, pensando ‘al margine’. Avrà pure ragione da un punto di vista ‘pratico’, ma è ineccepibile che qualcosa a Bruxelles, durante l’ultimo consiglio, si sia mosso, come forse non si muoveva da anni. Un passettino che a molti sarà sembrato nullo, ma che in realtà apre una crepa nel monolitico approccio di alcuni SM rispetto alla governance EU. Certo, ora devo seguire ulteriori passi in avanti, ma c’è da essere un po’ più ottimisti.

  2. stradedifrancia scrive:

    Ad ecco. Per gli olandesi diciamo che hanno l’attenuante della campagna elelttorale in corso. Ma c’è pero una cosa che non capisco, mettiamo che riescono a bloccare l’accordo? Cosa ottengono poi? Il patatrack?

    Oramai è chiaro siamo arrivati in fase di demenza senile avanzata, dove tutti son convinti che da soli, senza UE, farebbero molto meglio, e che vivrebbero nel migliore dei mondi. E dove i politici, incolti ed incapaci, si limitano a eguire i più bassi isitnti popolari. Barabba! Barabba!

    Quasi un trip pischedelico da LSD….

    http://www.guardian.co.uk/politics/2012/jul/02/liam-fox-life-outside-european-union


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