Prima ti esilio, poi ti riabilito: il caso Salvini

I giochi sono (quasi) fatti: dalle ceneri del terremoto giudiziario che ha “prepensionato” Umberto Bossi, annichilendo le ambizioni politiche del figlio e delfino Renzo e sbandando il cosiddetto “cerchio magico”, la Lega rinascerà nel segno di Bobo Maroni. L’ex ministro degli interni dovrebbe essere proclamato segretario federale al prossimo congresso nazionale di giugno.

Ma nel crepuscolo degli dei leghisti, molte altre caselle di comando sono destinate a cambiare occupante sulla scia delle “purghe” invocate da più parti invocate per ritrovare la verginità in seno al partito. Cosi’, pare che Matteo Salvini, un maroniano della prima ora, sia destinato a diventare il nuovo segretario della Lega Lombarda (che assieme a quella Veneta forma la Lega Nord) al posto di Giancarlo Giorgetti.

E che c’entra con l’Europa?

C’entra eccome: Salvini infatti è eurodeputato da circa tre anni. L’idea di spedirlo nell’anonima e remota cerchia di Strasburgo è in parte dovuta alle gaffe razzistoidi di cui il deputato ha tristemente fatto incetta in anni recenti: come quando suggerì di istituire sulla metro di Milano vagoni riservati agli immigrati, neanche fossimo nel Sudafrica dell’apartheid, o si fece riprendere mentre intonava un coro piuttosto offensivo nei confronti dei napoletani.

Del resto anche il collega di partito Mario Borghezio è stato “esiliato” da tempo al Parlamento europeo per nuocere di meno all’immagine nazionale del “movimento” dopo essersi macchiato di una formidabile sequela di esternazioni e iniziative a dir poco imbarazzati per usare un eufemismo (su tutte la campagna di “disinfestazione” delle prostitute nigeriane). Ma ora che i vertici legisti sono nell’occhio del ciclone per aver disinvoltamente usato fondi pubblici per correre la cavallina, le invettive xenofobe di Borghezio e Salvini al confronto sembrano una inezia. E allora si può’ senz’altro riaccoglierli in patria.

Niente di nuovo sul fronte occidentale. Come insegna la presenza dei De Mita e Mastella tra i banchi dell’euroassemblea (ancora prima di De Michelis e Bonsignore), l’Italia conserva il vizietto di premiare con un seggio a Strasburgo personaggi scomodi o divenuti troppo imbarazzanti per restare nel contesto politico patrio. Non potendosene liberare, meglio “mandarli in continente” con una buonuscita dorata. A dimostrazione dell’alta considerazione che i nostri partiti nutrono per l’attività del Parlamento europeo.



Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...