Dublino, Europa

Austerity Soup in Ireland, di thachabre

Austerity Soup in Ireland, di thachabre

Continuiamo a parlare d’Irlanda. Dopo il post dedicato alle buone performance economiche dell’Eire, è il caso di concentrarsi sul discusso e importante referendum del 31 maggio sul fiscal compact.

Secondo un’indagine pubblicata da Reuters, il 47% dei cittadini dell’isola di smeraldo direbbe di sì al Trattato, salvando (forse) l’UE da una nuova profonda crisi istituzionale e di credibilità. Il dato preoccupa, tuttavia, perché la percentuale dei favorevoli è scesa di due punti rispetto al mese precedente, e ciò nonostante i buoni dati macroeconomici già presentati su questo blog e l’annuncio dell’uscita dalla recessione. Ma l’austerità costa agli irlandesi, toccati soprattutto dal fatto che l’UE – o meglio, la Germania – abbiano posto il paese di fronte ad una scelta senza alternative: o dite di sì al Trattato, o saltano i finanziamenti per il bailout. Un aut aut che a molti non va giù e che potrebbe spingere in alto la percentuale dei no.

Il fiscal compact ha bisogno del sì di almeno 12 dei 17 paesi dell’Eurozona per entrare in vigore. L’eventuale no irlandese, pertanto, non comporterebbe la fine del progetto, ma sicuramente la sua ‘morte cerebrale’, in quanto l’Irlanda rappresenta un tassello fondamentale nel processo di ricostruzione economica dell’UE.

In sostanza il 31 maggio, per una volta, tutti gli occhi saranno rivolti non a Bruxelles, Berlino o Parigi, ma a Dublino, capitale europea per un giorno.



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