Europäische Union

Das Reichs-Affenhaus, di Frank M. Rafik

Das Reichs-Affenhaus, di Frank M. Rafik

Sui media italiani la notizia è passata un po’ sordina, ma le dimissioni di Jean-Claude Juncker da presidente dell’Eurogruppo – effettive da quest’estate – a causa delle eccessive pressioni franco-tedesche sul leader lussemburghese sono oggettivamente un terremoto. Non tanto per le dimissioni in sé, ma per il modo con cui Juncker ha sbattuto la porta e per il fatto che il suo addio rappresenta l’ennesima vittoria della Germania nel gioco politico europeo.

Già, perché a sostituire Juncker ci penserà Wolfgang Schauble, attuale ministro dell’economia della Germania, fidatissimo della cancelliera Angela Merkel e strenuo difensore dell’austerità di bilancio che tanto sta costando ai paesi del sud Europa. Insomma, non proprio una notizia eccellente per i PIIGS, ed ennesima dimostrazione della direzione che sta prendendo senza indugiare l’UE. Tutto questo senza colpo ferire, per ora, da parte di Van Rompuy e Barroso: ancora aspettiamo reazioni ufficiali.

Certo, ora la Germania dovrà rinunciare alla presidenza dell’European Stability Mechanism che entrerà in funzione a luglio, sostituendo l’European Financial Stability Facility attualmente guidato da Klaus Regling, la cui poltrona è ambita da Spagna e Francia in primo luogo.

E tutto questo mentre oggi, mercoledì 2 maggio, l’ECFIN si riunisce per cercare di trovare un candidato unico alla presidenza della European Bank for Reconstruction and Development, attualmente presieduta da – indovinate un po’? – un tedesco, Thomas Mirow. Mirow, per la cronaca, non ha molta voglia di schiodarsi dal posto, ma sembrerebbe essere uscito dalle grazie di Frau Merkel. Innegabile però che il prossimo presidente – che venga da Francia, UK, Polonia o Serbia – dovrà essere gradito a Berlino, ça va sans dire…


2 commenti on “Europäische Union”

  1. alanmarazzi scrive:

    Sta germanizzazione comincia ad essere un po’ fastidiosa e continuerà a fomentare il latente odio anti-tedesco sempre presente in Europa. E comunque prima o poi dovranno concedere qualcosa, speriamo nel periodo post elettorale, altrimenti ci toccherà isolarli, ma farlo sarebbe molto pericoloso.

  2. federicomartire scrive:

    che poi l’odio anti-tedesco non è neanche più così tanto latente: in Grecia già bruciavano le bandiere…non è un bel segno. Se poi ci aggiungi che qualcuno vuole chiudere di nuovo le frontiere (vedi post successivo a questo) sembra di tornare indietro di 60 anni.


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