Un fiasco chiamato EuroparlTV

Istituzioni europee e web 2.0: un rapporto complicato, irto di tormenti, da ultimo fallimentare. L’ultima cartina di tornasole dell’incapacità degli organismi di Bruxelles a tenere il passo con l’evoluzione dei “nuovi media” è la probabile soppressione di EuroparlTV.

La webtv dell’assemblea di Strasburgo colleziona meno visitatori mensili della pagina internet di un quotidiano locale, a fronte di un investimento annuale da capogiro: 9 milioni di euro. Un bilancio impietoso, che è ora finito nel mirino dei parlamentari stessi.

Nel rapporto di discarico del bilancio del 2010, i deputati chiedono infatti al segretario generale di prendere una decisione responsabile sul futuro della tv. Altrimenti detto: di disporne la chiusura. Un peccato. EuroparlTV in questi anni ha coperto con solerzia tutti i lavori dell’assemblea, rivelandosi un formidabile strumento per giornalisti e addetti ai lavori che non abitano a Bruxelles o semplicemente non avevano tempo e mezzi per seguire il carrozzone europeo a Strasburgo. Le interviste e i reportage sulla routine dei deputati, o i programmi di approfondimento sull’attività del Parlamento erano e restano non meno utili e interessanti.

Ma il problema, in fondo, è sempre lo stesso: anche se il format è innovativo, istituzioni come il PE si ostinano a proporre un giornalismo o un modo di fare comunicazione fin troppo tradizionale, e per ciò stesso poco appetibile al grande pubblico (che invece avrebbe dovuto essere il target principale dell’operazione). E’ pur vero che, almeno rispetto alla Commissione, per non parlare dei Comitati o la Corte di Giustizia, il Parlamento sta provando a offrire un’offerta informativa più innovativa e familiare con il web. Ma bisogna fare di più. Gli affari europei, purtroppo, sono noiosi, le scelte stilistiche e grafiche per diffonderli sono fondamentali. Il medium è il messaggio, ma se non lo si sa maneggiare, si chiude. Ed è giusto che sia così, se in ballo ci sono i soldi di un contribuente europeo che non conosce né conoscerà mai la storia senz’arte né parte di EuroparlTV.


One Comment on “Un fiasco chiamato EuroparlTV”

  1. stradedifrancia scrive:

    era un progetto ambizioso a cui hanno lavorato molto tempo. non e’ funzionato. peccato. ma succede. fa parte degli esperimenti. a volte vanno bene. altre volte no.

    certo esistono tv parlamentari che hanno conosciuto un certo successo, vedi il caso di Public Senat in Francia, trasmessa via digitale terrestre (che alterna documentari, a film ed a tramsissioni di informazioni dal format originale).

    ma il problema rimane lo stesso, pur avendo molti punti in comune in Europa, e’ difficile trovare un format televisivo che vada incontro alle sensibilita (linguistiche e culturali) di tutti i popoli europei.

    infine non son d’accordo che tutti i tentativi di comunicazione del parlamento europeo sono vocati al fiasco. penso alla maniera in cui hanno gestito twitter e facebook. alle infografiche. od ancora al museo come punto di appoggio alle comitive che 7 giorni su 7 si aggirano per il quartiere delle isitutzioni e che prima non sapevano dove andare a parare se non avevan prenotato una visita prima.

    altro esempio di buona/cattiva comunicazione: il vecchio sito facile che era faciel da leggere (l’attuale, che e` sicuramente modernissimo e strafigo, risulta di difficile lettura con una homepage enigmatica, dove le notizie non vengono messa in evidenza)


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