i paradossi di Elio

Torniamo sulle citazioni di Elio Di Rupo, pubblicate nel precedente post, dove il primo ministro belga vi espone la sua visione europea. Europeista convinto come lo sono stati tutti gli esponenti del governo belga dal dopoguerra in poi, Di Rupo difende una visione di un’Europa dove i cittadini hanno la loro voce da dire. Nella visione di Di Rupo sembra però esserci una cosa buona ed un’altra meno buona.

La cosa buona è che Di Rupo sembra essere cosciente del fatto che una grande parte dei cittadini europei hanno la percezione di sentirsi espropriati della propria volontà. Proprio per questo il Premier belga insiste sul fatto che le decisioni europee non vengono prese da fantomatici burocratici che nessuno ha letto, ma dai rappresentanti dei governi. E per questo Di Rupo ricorda che “l’Europa siamo noi”.

La cosa meno buona ed anche un po’ paradossale è che Di Rupo vuole spiegare che l’Europa è democratica e viene fatta dai capi di governo, veri rappresentanti del popolo, e non dagli oscuri burocrati brussellesi della Commissione Europea. Se esiste un problema di deficit democratico nella gestione dell’uscita della crisi a livello questo riguarda non tanto la Commissione Europea, che in questo momento è debole come non mai, ma soprattutto il Consiglio Europeo: dove i capi di governo di riuniscono senza dover rendere conto a nessuno.



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