#contribuenti-netti?

Davanti alla guerra in corso sul futuro del budget europeo, è importante prepararsi, sopratutto quando alcuni stati sciorinano il concetto di contribuente netto. Sapevate per esempio che l’Italia è uno di questi paesi? È che alcuni alfieri dell’eurofobia come ad esempio l’Ungheria e la Repubblica Ceca fanno invece parte del gruppo dei beneficiari?

Per farvi un’idea precisa vale la pena dare uno sguardo a questa infografica pubblicata da Le Monde:

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i negoziati sul budget europeo

Al Consiglio Europeo si è parlato di Budget e pare che non siano arrivati a nessun accordo. Secondo il think thank conservaotre britanncio (eurofobo, ça va sans dire) questa era l’ultima bozza di proposta fatta circolare da Van Rompuy:

Si riscontrerebbe in sostanza una riduzione degli aiuti alla cooperazione allo sviluppo (da cui le proteste delle ONG). Anche i fondi di coesione non si capisce bene che fine faranno:

Viene da chiedersi se in una condizione di crisi e stagnazione, si può davvero credere che la salvezza venga da dei tagli al budget europeo. Le risposte però le lasciamo dare ad altri:

1) Secondo il quotidiano argentino Clarín: “il budget sembra essere stato preparato da qualcuno che ha dimenticato che l’Europa sta vivendo la sua peggiore crisi dalla Seconda Guerra Mondiale”

2) L’eurodeputato olandese Gerbrandy dice che il punto sta non tanto nel sapere quanti soldi si spendono ma piuttosto come vengono spesi questi soldi

3) Nel suo editoriale di ieri Le Monde ricordava che se i britannici sono dei difensori del mercato unico devono capire che mantenere questo mercato ha un prezzo, vale a dire i fondi di coesione, “che servono ad aiutare i più poveri a recuperare il loro ritardo”. Se gli Svizzeri hanno accettato di versare questi fondi “per potere accedere ad un grande mercato”, allora anche i Britannici, semmai decidessero di uscire dall’UE, “dovranno fare la stessa cosa”.