se il difensore non difende

Ieri si parlava dell’eurofobia britannica e del fatto che se essa appare ad oggi del tutto incontrastata nel Regno Unito qualche responsabilità la portano anche coloro che pur avendo il compito di difendere il senso della costruzione europea non si sono dati così tanto da fare.

Beh proprio ieri, Jean Quatremer, sembrava affermare lo stesso concetto nel suo blog. Quatremer accusava infatti Barroso, non solo di aver presentato una proposta fumosa (se vuoi farti capire devi farlo chiaramente) ma soprattutto di non aver fatto quasi nulla per difendere il suo progetto di Budget.

Et depuis ? Rien, absolument rien. Un an sans communication vers l’extérieur. Un président absent, qui tente surtout de contrer l’influence de Herman Van Rompuy, le président du Conseil européen, auprès des États et du Parlement européen, des commissaires tétanisés osant à peine parler aux médias, des directeurs généraux planqués dans leur bureau au lieu d’expliquer les enjeux des négociations. Résultat : champ libre pour les États qui peuvent dire tout le mal qu’ils pensent des propositions de la Commission (et qui ne s’en privent pas, tout le monde est disponible)

Il risultato è sempre lo stesso: se non fai nulla per difendere il tuo operato, se non dai ragioni di credere a chi in te ci vuole credere, allora finisci per fare un favore ai tuoi avversari che ti vogliono al tappeto. Insomma se l’integrazione europea non la difende la Commissione Europea, chi lo deve fare?

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E il prossimo presidente della Commissione sarà…

Ed ora un po’ di sano gossip….

Euractiv stamane mette in fila le ultime indiscrezioni sui probabili candidati alla guida della Commissione europea nel 2014. Stando al portale di affari europei, la lussemburghese Viviane Reding, attualmente Commissario europeo alla Giustizia e i diritti fondamentali, starebbe già brigando sottobanco per farsi designare dal Partito Popolare Europeo.

Tra i Socialisti continua invece a rafforzarsi l’opzione Martin Schulz. Non è infatti un segreto che il politico del SPD stia utilizzando la presidenza del Parlamento europeo per fare lobby per se stesso.

C’è un terzo uomo? Si, e pare che sia proprio il nostro Mario Monti. Che, sempre secondo Euractiv, sarebbe molto gradito ad Angela Merkel. Ma si tratta pur sempre di capire quale o quali gruppi politici europei sosterranno la candidatura del nostro premier “tecnico”. Forse i Liberali di Guy Verhofstadt? Ancora è prematuro per fare congetture, il feuilleuton deve ancora entrare nel vivo.